Sinossi

Alma è un’archeologa che lavora in un museo di Berlino, e non pensa ad altro che al suo grande progetto di ricerca. L’unica eccezione è un favore a un collega, per il quale si presta come “collaudatrice” dell’ultimissima tecnologia in fatto di robotica: un androide-partner costruito su misura attorno al suo padrone, per soddisfarne ogni desiderio fisico, emotivo o intellettuale, che siano essi consapevoli o meno. Scettica ma disposta a tollerare tre settimane di prova, Alma fa entrare in casa sua Tom, una macchina programmata per farla felice ma alle prese con un soggetto che non cerca né romanticismo né una relazione.

L’incontro tra sentimenti e tecnologia ha dato al cinema parecchio materiale, specialmente negli ultimi due decenni in cui il mondo ha iniziato a confrontarsi sempre più urgentemente con le promesse e le minacce dell’intelligenza artificiale.

Rispetto a film come Ex machina ed Her, ormai parte del canone di questo particolare sottogenere, la delicata commedia tedesca I’m your man si fa notare per due aspetti principali. Innanzitutto è molto più intelligente e sofisticata di quanto il suo approccio lo-fi e domestico lasci immaginare, a riprova di come non servano effetti visivi all’avanguardia o la ricostruzione di città del futuro per andare dritti al centro della questione filosofica di base.

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